La sostenibilità dell’industria ittica è una sfida che riguarda il futuro del mare, delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori. Un tema che non può più essere affrontato per singoli passaggi, ma richiede una visione condivisa lungo tutta la catena del valore: dalla pesca/ acquacoltura alla trasformazione, dalla tutela degli ecosistemi marini alle esigenze nutrizionali e di sicurezza alimentare, fino alla comunicazione verso il consumatore finale.
Nasce da questa consapevolezza il primo Manifesto di sostenibilità dell’industria ittica, edito da Seafood Europe e presentato per la prima volta in Italia da ANCIT – Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare.
Il documento – fortemente voluto dall’industria conserviera ittica nazionale –
costituisce rappresenta una dichiarazione pubblica che dà evidenza degli obiettivi che l’industria ittica europea intende perseguire in materia di sostenibilità e si propone come strumento di utile confronto con gli interlocutori politico-istituzionali. Allo stesso tempo, offre agli operatori una guida per impostare strategie condivise, capaci di integrare responsabilità ambientale, sostenibilità economica e attenzione sociale.
Una roadmap per una filiera ittica più sostenibile
Il Manifesto promuove un approccio integrato alla sostenibilità, riconoscendo il ruolo fondamentale dei prodotti ittici in una dieta sana e sostenibile e indicando alcune priorità per il futuro dell’industria ittica: pesca responsabile, tutela degli oceani, acquacoltura sostenibile, efficienza produttiva, valorizzazione dei sottoprodotti, rispetto dei diritti umani e comunicazione trasparente.
L’obiettivo è favorire un miglioramento lungo tutta la filiera, contribuendo alla salvaguardia del patrimonio marino e acquatico e, allo stesso tempo, soddisfacendo le esigenze nutrizionali presenti e future. I prodotti ittici, infatti, rappresentano una fonte preziosa di proteine nobili, Omega 3, vitamine e minerali, e hanno un ruolo importante nell’alimentazione globale.
Anche le conserve ittiche si inseriscono in questo percorso: sono pratiche, pronte all’uso, accessibili e antispreco. Grazie alla loro lunga conservabilità, alla facilità di utilizzo e all’assenza di scarti rispetto al prodotto fresco, rispondono a molte delle esigenze dei consumatori contemporanei, sempre più attenti a qualità, sostenibilità e convenienza.
“Il Manifesto rappresenta il concretizzarsi dell’attenzione che da sempre l’industria conserviera ittica italiana pone intorno al tema della sostenibilità”, commenta Giovanni Battista Valsecchi, Presidente ANCIT. “La nostra è una filiera lunga che coinvolge tante realtà diverse, dall’industria agli armatori, che operano in Paesi molto diversi dai nostri, con geografie, culture, sensibilità ed esigenze differenti. Con questo manifesto, ANCIT vuole accompagnare i suoi associati e, di conseguenza, i consumatori in un percorso comune per garantire vita a ogni parte della filiera. Se viene a mancare un anello neanche gli altri sopravviverebbero”.
Conserve ittiche ed economia circolare
Uno degli ambiti in cui l’industria delle conserve ittiche è maggiormente impegnata è la razionalizzazione dei processi produttivi e l’uso efficiente delle risorse.
Nel caso del tonno in scatola, la sostenibilità passa anche dalla capacità di valorizzare la materia prima. Dopo la selezione della parte destinata all’inscatolamento, le altre componenti del pesce possono essere recuperate e destinate a diverse applicazioni: farine e oli di pesce, ingredienti per la nutraceutica e la cosmetica, fertilizzanti, bioenergia e materiali innovativi.
È un esempio concreto di economia circolare applicata all’industria ittica: ridurre gli sprechi, valorizzare i residui di lavorazione e investire in ricerca per rendere i processi sempre più efficienti, garantendo valore all’intera filiera.
Anche il packaging contribuisce al raggiungimento di questi obiettivi. Le confezioni in acciaio, alluminio e vetro sono riciclabili al 100% e possono essere recuperate più volte senza perdere le proprie qualità. Nel 2025 sono state avviate a riciclo 442.666 tonnellate di imballaggi in acciaio, con un tasso di riciclo dell’82,2%, superiore all’obiettivo europeo dell’80% previsto per il 2030. Anche il vetro conferma performance elevate, con un tasso di riciclo stabilmente sopra l’80%.
Il valore economico delle conserve ittiche in Italia
Il lancio del Manifesto arriva in un momento positivo per il settore.
Nel 2025 il comparto conserviero ittico, che comprende tonno in scatola, sgombri, acciughe, sardine e altri prodotti conservati, ha raggiunto un valore di 2 miliardi e 43 milioni di euro, in crescita del 2,15% rispetto al 2024.
A guidare il mercato è il tonno in scatola, con un valore di 1.683 milioni di euro, una produzione nazionale pari a 72.494 tonnellate e un export che ha raggiunto 37.031 tonnellate, in aumento dell’11,30%.
Il volume totale disponibile per il mercato italiano si attesta a 140.000 tonnellate, per un consumo pro capite di circa 2,37 kg. Dopo due anni complessi, il comparto mostra quindi un rimbalzo positivo, nonostante l’instabilità geopolitica, l’inflazione e i rincari.
Sono numeri che confermano la solidità di una filiera industriale importante per il Paese, ma anche la necessità di continuare a investire in qualità, responsabilità, innovazione e sostenibilità.
Un approccio olistico alla sostenibilità
Il Manifesto nasce da un lavoro collettivo e da una visione condivisa del futuro del seafood.
“Sono particolarmente orgoglioso di vedere oggi il lancio del Manifesto della Sostenibilità, un progetto di cui sono stato promotore e che rappresenta il risultato di un lungo lavoro collettivo e la sintesi di competenze e visioni di persone con grande esperienza nel seafood”, afferma Luciano Pirovano, Chairman Gruppo di lavoro sulla sostenibilità di Seafood Europe. “Oggi il Manifesto viene lanciato in Italia ma il suo percorso inizia ora, con l’obiettivo che possa accompagnare e guidare l’intero settore in un percorso di evoluzione e consapevolezza, contribuendo a diffondere una cultura della sostenibilità lungo tutta la filiera. Se dovessi sintetizzare in un solo concetto il valore di questo documento, parlerei di approccio olistico: una visione che considera tutte le dimensioni della sostenibilità, ambientale, etica e legata alla salute, come elementi imprescindibili per costruire un futuro realmente sostenibile per il seafood”.
Dal mare alla tavola, una responsabilità condivisa
Il Manifesto di sostenibilità dell’industria ittica non è un punto di arrivo, ma una roadmap per il miglioramento continuo.
Per ANCIT, presentarlo per la prima volta in Italia significa ribadire l’impegno dell’industria conserviera ittica nel promuovere una filiera sempre più responsabile, trasparente e sostenibile. Una filiera capace di proteggere il mare, valorizzare le risorse, tutelare il lavoro e offrire ai consumatori prodotti sicuri, nutrienti e accessibili.
La sostenibilità dell’industria ittica si costruisce così: con obiettivi condivisi, collaborazione tra gli attori del settore e un impegno concreto lungo ogni fase del percorso, dal mare alla tavola.
