Alimentazione e longevità sono sempre più legate nelle scelte degli italiani. Vivere più a lungo non basta: cresce l’attenzione verso la possibilità di vivere meglio, preservando salute, autonomia e qualità della vita nel tempo.
Lo confermano i dati dell’indagine “Gli italiani e la longevità”, commissionata da ANCIT ad AstraRicerche e condotta nel 2026 su un campione di 1.007 italiani tra i 18 e i 65 anni. Il 93% dichiara di voler approfondire i benefici pro-longevità dei prodotti alimentari, segno di un interesse sempre più forte verso il ruolo della nutrizione nella prevenzione e nel benessere quotidiano.
In questo scenario, pesce e conserve ittiche occupano un ruolo rilevante. Quasi 7 italiani su 10 indicano tra i cibi più preziosi per contrastare la perdita di forza e funzionalità della massa muscolare gli alimenti ad alto valore proteico, come pesce, carne, legumi e uova. Il pesce fresco o in conserva, in particolare, viene riconosciuto dal 70,5% degli italiani come alleato della longevità grazie agli Omega 3, che contribuiscono a ridurre i trigliceridi, abbassare la pressione sanguigna e proteggere il sistema cardiovascolare.
Alimentazione e longevità, perché il tema è sempre più centrale
L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, con una speranza di vita media che ha raggiunto gli 83,4 anni. Gli anni vissuti in piena salute, però, si fermano in media a 58,1. Questo rende ancora più importante il ruolo della prevenzione, a partire dalle abitudini alimentari.
La nutrizione moderna viene sempre più considerata uno strumento utile per sostenere la salute nel tempo e contribuire alla prevenzione delle principali patologie croniche. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce l’alimentazione come un fattore trasversale per preservare la capacità intrinseca del corpo durante l’invecchiamento.
Secondo l’indagine AstraRicerche, nella Top 3 delle abitudini alimentari considerate pro-longevità dagli italiani ci sono la riduzione dei cibi grassi, indicata dal 52,2%, la riduzione del consumo di alcolici, scelta dal 49,5%, e l’adozione della Dieta Mediterranea, indicata dal 42,7%.
Il ruolo del pesce in una dieta pro-longevità
Il pesce è una delle fonti alimentari più importanti di acidi grassi Omega 3 a lunga catena, in particolare EPA e DHA. Questi nutrienti sono studiati per il loro ruolo nella salute cardiovascolare, nella modulazione dei fenomeni infiammatori e nella protezione dell’organismo durante l’invecchiamento.
Per gli italiani, il valore del pesce è legato anche ad altri aspetti nutrizionali. Il 40,2% lo considera un’eccellente fonte di sali minerali essenziali, utili per l’apparato scheletrico e per la riduzione di infiammazione e ossidazione. Il 30,8% lo associa alle proteine di alto valore biologico, importanti per il mantenimento dei muscoli e per la prevenzione della sarcopenia. Il 26,9% riconosce invece il ruolo della vitamina D, fondamentale per l’assorbimento del calcio, il mantenimento di ossa sane e la funzione immunoprotettiva.
Le evidenze scientifiche confermano il ruolo del pesce in una dieta sana. Diverse linee guida nutrizionali raccomandano il consumo regolare di prodotti ittici, anche per il loro contributo alla prevenzione cardiovascolare.
Tonno in scatola, praticità e valore nutrizionale
Tra le conserve ittiche, il tonno in scatola rappresenta un alimento particolarmente presente nella dieta quotidiana degli italiani. La sua praticità lo rende facile da inserire nei pasti, mentre il profilo nutrizionale ne conferma il valore all’interno di un’alimentazione equilibrata.
Il tonno in scatola contiene proteine nobili e nutrienti importanti come Vitamina D, Vitamina A, ferro, selenio, zinco, iodio e Omega 3. Secondo il comunicato ANCIT, ricerche recenti ne confermano la funzione antiossidante, antinfiammatoria e protettiva multi-sistemica, legata in particolare alla presenza degli Omega 3.
Anche i consumatori ne riconoscono il valore. Per quasi 4 italiani su 10, il tonno in scatola è una fonte pratica di proteine nobili e nutrienti come iodio, fosforo, vitamina D e altri sali minerali. Per oltre 1 italiano su 3, è una soluzione concreta per mangiare pesce con maggiore facilità.
Accanto al profilo nutrizionale, pesano anche le caratteristiche d’uso. Il 43,6% degli italiani lo considera un alleato quando si ha poco tempo per cucinare, perché è già pronto e non richiede cottura. Il 42,6% lo riconosce come alimento che si conserva a lungo e aiuta a ridurre lo spreco.
Proteine, vitamine e minerali del tonno in scatola
Il tonno in scatola offre un apporto nutrizionale significativo a fronte di un contenuto calorico limitato. Nel caso del tonno sott’olio sgocciolato, 100 grammi apportano 192 Kcal, pochi grassi saturi e poco colesterolo.
Sempre su 100 grammi di prodotto, il tonno sott’olio sgocciolato fornisce 25,2 grammi di proteine, 35 microgrammi di selenio, 5 microgrammi di vitamina B12 e 10,4 microgrammi di vitamina B3. Sono nutrienti importanti per sostenere il metabolismo, il sistema nervoso, la funzione muscolare e il benessere generale.
Questi elementi rendono il tonno in scatola un alimento utile anche nelle fasi della vita in cui diventa più importante mantenere un adeguato apporto proteico e una dieta varia.
Le conserve ittiche secondo gli esperti
“Il segreto di una lunga vita non è scritto solo nel nostro DNA”, commenta Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista all’Università Campus Biomedico di Roma, “ma si costruisce giorno dopo giorno attraverso le nostre scelte quotidiane, a partire da ciò che portiamo in tavola passando per lo stile di vita”.
Secondo Piretta, il ruolo positivo delle conserve ittiche è legato alle loro caratteristiche nutrizionali, analoghe a quelle del pesce fresco, con il vantaggio della lunga conservabilità e della possibilità di arrivare anche dove il pesce è difficilmente reperibile. Proteine nobili, minerali e vitamine sono tra gli elementi essenziali di questi alimenti.
Un altro aspetto riguarda l’olio della scatoletta di tonno, che non dovrebbe essere eliminato automaticamente. A contatto con il tonno, infatti, può arricchirsi di grassi polinsaturi, in particolare Omega 3 DHA, e di Vitamina D, come confermato da una ricerca della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari di Parma.
Anche Roberto Volpe, membro del Direttivo della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, richiama l’importanza di portare il pesce in tavola con regolarità. Le linee guida nazionali e internazionali raccomandano il consumo di pesce 2-3 volte alla settimana e, in questo, il pesce in scatola può rappresentare un aiuto pratico per mantenere un’alimentazione sana.
Pesce, cuore e prevenzione
Il consumo regolare di pesce, fresco o in conserva, è associato a benefici per la salute del cuore e dei vasi sanguigni. Una vasta meta-analisi pubblicata sulla rivista scientifica Nutrients ha evidenziato che il consumo settimanale di 2-3 porzioni da 150 grammi di pesce riduce l’incidenza di eventi cardiovascolari fatali e non fatali dell’8-10%.
Il ruolo degli Omega 3 EPA e DHA riguarda anche il profilo lipidico, in particolare il contenuto di trigliceridi nel sangue, l’aggregazione piastrinica, il sistema nervoso centrale, il declino cognitivo e il tono dell’umore.
Nel caso del tonno in scatola, la facilità di reperimento, la lunga conservazione e la rapidità di preparazione possono favorire un consumo più regolare di pesce, aiutando le persone a rispettare con maggiore semplicità le raccomandazioni nutrizionali.
Conserve ittiche e longevità, una scelta quotidiana
Il rapporto tra alimentazione e longevità passa dalle scelte di tutti i giorni. Non esiste un singolo alimento capace di garantire salute nel tempo, ma una dieta equilibrata, varia e ispirata ai principi della Dieta Mediterranea può contribuire in modo significativo al benessere lungo tutto l’arco della vita.
Pesce e conserve ittiche si inseriscono in questo percorso grazie al loro profilo nutrizionale e alla possibilità di rendere più accessibile il consumo di prodotti ittici. Il tonno in scatola, in particolare, unisce praticità, conservabilità e apporto di nutrienti importanti, rispondendo alle esigenze di chi cerca soluzioni semplici per mangiare meglio.
I dati dell’indagine AstraRicerche mostrano una consapevolezza crescente: gli italiani vogliono conoscere di più il legame tra cibo e longevità, e riconoscono al pesce fresco o in conserva un ruolo importante nella costruzione di un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile nel tempo.
