La storia del tonno in scatola affonda le sue radici in un sapere antico, tramandato di generazione in generazione. Le conserve ittiche rappresentano il frutto di secoli di esperienza e cultura, che si sono evolute adattandosi alle tecnologie moderne. Oggi questo comparto è sinonimo di qualità, sicurezza alimentare e innovazione, ma il suo racconto inizia molto tempo fa, con le prime pratiche di pesca. Ma la storia del tonno in scatola inizia molto prima: con le prime pratiche di pesca nel Mediterraneo.
Le origini antiche della pesca del tonno
Le prime testimonianze risalgono alla preistoria. I graffiti rinvenuti nella Grotta del Genovese, a Levanzo nelle isole Egadi, confermano che la pesca del tonno era già nota migliaia di anni fa. Nell’antichità classica, il tonno era ampiamente apprezzato non solo per le sue qualità nutrizionali, ma anche per le presunte proprietà terapeutiche.
Ne parlano Omero, Plinio, Aristotele, Galeno e tanti altri autori e gastronomi dell’epoca. Anche i Fenici, celebri per le loro abilità marinare, praticavano la pesca del tonno spingendosi fino a Cadice, dove le testimonianze numismatiche lo confermano come risorsa strategica e simbolo commerciale.
Il tonno rosso, ricchezza del Mediterraneo
Per secoli il tonno rosso (Thunnus thynnus) è stato una delle principali fonti di sostentamento per le popolazioni del Mediterraneo. Dalla pesca alla costruzione di barche, dalla lavorazione alla commercializzazione, l’intera filiera garantiva reddito e lavoro.
In Italia, l’area più attiva era il Mezzogiorno, con particolare rilievo per la Sicilia. È proprio da queste terre che prende forma la storia del tonno in scatola come oggi la conosciamo.
Da qui proveniva gran parte del tonno usato per produrre il “garum”, una salsa apprezzata nell’antica Roma. Anche dopo la fine dell’Impero, furono gli arabi a portare avanti e perfezionare questa tradizione, costruendo nuove tonnare e arricchendo il vocabolario tecnico usato ancora oggi nel settore.
L’epoca delle tonnare
La tonnara, metodo tradizionale di pesca e lavorazione ormai in gran parte abbandonato, è un simbolo storico e culturale del Mediterraneo, con testimonianze diffuse soprattutto in Sicilia e nelle isole vicine.
I tonnaroti, guidati dal rais (termine arabo che significa capo), catturavano i tonni con il rituale della mattanza, per poi trasportarli nelle tonnare dove venivano appesi, eviscerati, privati delle uova, bolliti e conservati in salamoia o olio d’oliva. Uno degli esempi più emblematici è lo stabilimento Florio a Favignana, inaugurato nel 1878. In pochi anni divenne un polo industriale di grande importanza, capace di lavorare oltre diecimila tonni e impiegare fino a mille persone.
Oggi trasformato in museo, racconta una pagina fondamentale dell’archeologia industriale e della storia economica del Sud Italia, nonché la storia della famiglia Florio e il suo legame con la comunità locale.
L’invenzione di Appert
Negli anni, alle reti da pesca della tonnara si affiancarono magazzini, stabilimenti e luoghi di trasformazione del pesce, segnando l’inizio dell’industria moderna delle conserve ittiche in Italia.
L’Ottocento segna una svolta decisiva nella storia del tonno in scatola. La scoperta della sterilizzazione delle conserve da parte del francese Nicolas Appert e dell’inglese Bryan Donkin, permise di conservare alimenti in scatole metalliche ermeticamente chiuse, aprendo la strada alla produzione moderna. Prima di allora, il tonno veniva conservato con metodi naturali come il sale o l’olio d’oliva, spesso in orci di terracotta, ma la durata del prodotto era limitata.
La “appertizzazione” si estese al tonno nella seconda metà dell’Ottocento, portando a un boom nella produzione e diffusione delle scatolette di tonno, rendendo questo alimento accessibile, pratico e durevole, rivoluzionando le abitudini alimentari.
Una tradizione millenaria che guarda al futuro
La storia del tonno in scatola è molto più di un semplice racconto gastronomico: è un simbolo di evoluzione economica, culturale e tecnologica che unisce passato e presente. Dal Mediterraneo alle nostre tavole, il tonno ha attraversato i secoli come alimento, risorsa e identità di un intero territorio, pronto a continuare il suo viaggio verso un futuro di innovazione e sostenibilità.
